Reduce dal Festival di Cannes 2024, dove era nel concorso ufficiale, e presentato recentemente in anteprima italiana al BAFF – Film Festival di Busto Arsizio, arriva ora nelle sale il nuovo film del rinomato regista David Cronenberg, un nome che non ha ovviamente bisogno di presentazioni e che nel corso della propria carriera ha sempre mostrato un certo attaccamento per la mutazione umana, che sia fisica o mentale.
Con questo The shrouds – Segreti sepolti il nostro autore compie però un ulteriore passo, decidendo di affrontare di petto l’elaborazione del lutto e il rapporto che i vivi ne fanno con i propri perduti cari; e in questo caso dire che tale argomento rientra a cuore per Cronerberg stesso è dire poco, perché tale lungometraggio è stato generato dopo che il regista de La mosca ha perso la propria moglie nel 2017.
La storia è quella del ricco uomo d’affari Karsh (Vincent Cassell), il quale gestisce un cimitero futuristico e prossimo all’evoluzione del concetto di “eterno riposo”.
Difatti le tombe che vengono inserite in tale spazio sono munite di un monitor capace di visualizzare l’interno delle bare, in modo che i parenti dei cari estinti possano assisterli nella loro decomposizione fisica.
Seppur macabra come idea, ben presto Karsh, il quale nello stesso cimitero ha seppellito sua moglie Becca (Diane Kruger), scopre che qualcuno ha profanato le tombe del luogo, facendo scaturire in lui l’idea di un ipotetico complotto a livello globale, sospettando inoltre che ci siano coinvolti potenze economiche di altri paesi come anche vecchie conoscenze della sua amata moglie.
In tale ricerca l’uomo si farà aiutare dal’ex cognato Maury (Guy Pearce), autore della tecnologia del cimitero, e troverà di conseguenza anche il sostegno di altre figure, come la donna d’affari non vedente Soo-Min (Sandrine Holt) e la cognata Terry (Kruger), sorella gemella di Becca.
Pensato e concepito come una sorta di thriller sulle cospirazioni, The shrouds – Segreti sepolti è un titolo che mostra un faccia non improbabile del noto Creonenberg, lasciando che il suo sguardo e la sua voyeuristica ossessione per i corpi nudi, avvinghiati e doloranti siano parte integrante di questo racconto, ricco di argomenti a dir poco interessanti, nonostante l’andamento non sia dei più convincenti del regista di A history of violence.
Può anche essere un titolo minore della sua filmografia questo The shrouds – Segreti sepolti, ma rimane sempre vivo tra i suoi fotogrammi lo sguardo di un autore attento alla realtà che viviamo, socialmente e moralmente, lontano da ogni discorso religioso nei riguardi della morte ma sempre affrontato con tatto realistico e pratico, insomma lo sguardo tipico di un ateo convinto quale è Cronenberg stesso.
Un pugno di buoni interpreti si assecondano in questa nerissima visione dei tempi odierni che viviamo,
con in primis un Cassel afflitto e avvolto nei ricordi della sua menomata moglie vittima di un male incurabile, un male che la priva man mano di diverse parti del corpo; The shrouds – Segreti sepolti preso per queste iconografiche immagini e determinati argomenti può essere anche accettato, purtroppo perde nel complesso della struttura, dilungandosi a vuoto in più di un momento, difetto sotto cui ricade anche il coinvolgimento di alcuni personaggi (il Maury di Pearce, che in fin dei conti nulla aggiunge alla resa finale del prodotto).
Nonostante questo però The shrouds – Segreti sepolti rimane puro Cronenberg da guardare, nel bene e nel male.
Mirko Lomuscio